tumore succhi

Da uno studio francese arriva la conferma: il consumo di bibite che contengono zucchero si associa a un aumento del rischio di sviluppare neoplasie

Il capo d’accusa contro le bibite zuccherate, considerate colpevoli di aumentare il rischio di diabete e altre malattie croniche, è stato scagliato anni fa e diversi studi scientifici hanno supportato la causa. Hanno sempre goduto di una migliore reputazione i succhi di frutta, quelli che sull’etichetta portano la dicitura 100% frutta e che quindi, per legge, non possono contenere zuccheri aggiunti (sono costituiti per il 90% da acqua, vitamine, sali minerali e fitocomposti e per il restante 10% dagli zuccheri naturali della frutta d’origine). Per questo motivo, la stessa Società Italiana di Nutrizione Umana ammette il consumo di succhi 100% frutta nell’ambito di una corretta alimentazione, soprattutto come alternativa alle bevande zuccherateSucchi, nettari e bevande: conosci la differenza? 

Tuttavia, da qualche tempo la comunità scientifica mette in guardia anche dal loro consumo: secondo un ampio lavoro francese il consumo frequente di bibite che contengono zucchero, incluso quello naturale del succo 100% frutta, si assocerebbe a un aumento del rischio di sviluppare tumori. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista British Medical Journal. 

Negli anni è aumentato il consumo di bevande zuccherate

«Il consumo di bevande zuccherate è aumentato di oltre il 40% dal 1990 al 2016. Gli effetti negativi di questi prodotti su cuore e vasi sono stati ampiamente studiati e sono oggi ben noti. Meno noti sono gli effetti del consumo di bevande zuccherate sul rischio di cancro» hanno spiegato i ricercatori che, per colmare questa lacuna, hanno analizzato i dati di oltre 101.000 persone incluse nella coorte French NutriNet-Santé (2009-2018).

Associazione tra bevande zuccherate
e rischio tumori

Per tracciare eventuali associazioni tra il consumo di bibite zuccherate e il rischio di tumore, gli scienziati hanno valutato le risposte dei partecipanti a dei questionari alimentari: ognuno doveva dire quante bevande zuccherate e quante bevande addolcite con edulcoranti consumava. Dall’analisi dei dati è emerso che per ogni aumento di 100 ml al giorno di bevanda zuccherata il rischio di sviluppare tumore incrementava del 18%.  In particolare la possibilità di ammalarsi di cancro del seno cresceva del 22%.

I succhi 100% frutta non si salvano dal rischio tumori

«L’associazione è confermata anche per il consumo di succhi contenenti 100% frutta, mentre non è stata osservata nel caso di bibite contenenti dolcificanti artificiali, forse per via dei dati troppo scarsi» aggiungono i ricercatori.

I limiti dello studio

Come tutti gli studi osservazionali, il lavoro pubblicato sul BMJ non consente di determinare una relazione causa–effetto in maniera sistematica. Inoltre, la stima dei consumi è stata fatta sulla base di questionari auto-compilati dai partecipanti e non attraverso controlli e verifiche: il rischio di una non corretta classificazione delle bevande consumate è quindi reale.

Perché le bibite aumentano il rischio di tumore?

Secondo le ipotesi degli autori, alla base potrebbero esserci l’aumento di peso causato dalle bevande zuccherate e il loro elevato indice e carico glicemico, senza dimenticare la presenza di additivi potenzialmente pericolosi. «Seppur da confermare in altri studi e in diverse popolazioni – concludono gli esperti – questi dati suggeriscono che la riduzione drastica delle bevande zuccherate potrebbe essere una strategia efficace per la prevenzione dei tumori».

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I potenziali danni del fruttosio contenuto nei succhi 100% frutta

Nel 2018 un altro studio pubblicato sul British Medical Journal aveva analizzato i potenziali danni del fruttosio contenuto nei succhi 100% frutta. In quell’occasione, i ricercatori si erano chiesti se aumentasse il rischio di diabete di tipo 2: i risultati avevano scagionato i succhi. Secondo le conclusioni degli autori, infatti chi assume fruttosio attraverso bevande zuccherate ha maggiori possibilità di sviluppare la patologia rispetto a chi consuma alimenti contenenti fruttosio.

Il rischio è legato dalla fonte di fruttosio

Stando ai ricercatori, se il fruttosio viene assunto attraverso frutta e altri cibi che lo contengono naturalmente, come miele e succhi senza zuccheri aggiunti, non avrebbe effetti negativi sui livelli di glucosio nel sangue. Anzi: frutta e succhi di frutta (quando non forniscono calorie in eccesso) potrebbero addirittura aiutare a tenere sotto controllo glicemia e insulina nei pazienti diabetici. Il basso indice glicemico del fruttosio rispetto ad altri carboidrati e il maggiore contenuto in fibre della frutta potrebbero spiegare questi effetti positivi. Se invece il fruttosio viene assunto attraverso bevande e altri alimenti contenenti zuccheri aggiunti, che forniscono un’energia povera di nutrienti, potrebbe avere un effetto dannoso sull’organismo, tra cui quello di aumentare il rischio di diabete.

Gli specialisti raccomandano di ridurre gli zuccheri liberi

Per la revisione, che ha analizzato 155 ricerche precedenti, il fruttosio sarebbe quindi da accusare a metà, anche se le attuali linee guida raccomandano ai diabetici di ridurre tutti gli zuccheri liberi, in particolare il fruttosio contenuto nelle bevande. Tuttavia, gli esperti sottolineano la presenza di alcuni limiti nello studio di revisione: campione di piccole dimensioni, periodi brevi di follow-up (massimo 3 mesi) e una limitata varietà di alimenti analizzati. Da approfondire ulteriormente anche gli effetti del fruttosio contenuto negli alimenti sull’insulina a digiuno: alcuni studi ne avevano rilevato un effetto dannoso.

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