La terapia occupazionale aiuta le persone con artrite reumatoide a mantenere la propria autonomia nelle piccole attività quotidiane: dallo scrivere al tagliare allo svitare un tappo

Se ne parla poco, ma la terapia occupazionale è  molto importante per chi soffre di artrite reumatoide, come sottolienato di recente in occasione delle iniziative milanesi di , l’Associazione lombarda malati reumatici. Si tratta di una terapia riabilitativa che ha l’obiettivo di sviluppare o mantenere nelle persone con disabilità,  l’autonomia e l’indipendenza in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Una terapia utile non solo nella disabilità fisica, ma anche  in quella cognitiva, comportamentale o sociale.

“Prendiamo per esempio un ragazzo giovane con artrite reumatoide che va a scuola – spiega Bianca Maria Petrucci, docente di Terapia Occupazionale all’Università degli studi di Milano –  può avere dei seri problemi a stare seduto tutto il giorno, ad appoggiare le braccia al banco, nel tenere la penna in mano, perché queste posizioni possono aumentare il dolore alle spalle, ai gomiti, alle mani e ai polsi: uno stress spaventoso per le sue articolazioni, che nel tempo può peggiorare l’impatto della malattia. Ecco, la terapia occupazionale gli insegna le strategie per gestire queste situazioni  e, laddove necessario, crea dei supporti che lo aiutino”. Il terapista studia la postura, l’ambiente in cui il paziente si deve muovere e gli oggetti che usa, identificando  tutti gli elementi che aggravano la sua condizione.

 

 

“Intervengo modificando l’assetto corporeo e la gestualità, studio ausili personalizzati per evitare che il ragazzo al termine della lezione abbia dolori e si senta affaticato”. Dunque una terapia complementare a quella farmacologica, che limita lo stress articolare e previene il danno articolare, migliorando la qualità di vita dei pazienti.

 

La cosiddetta protezione articolare è una comprovata strategia che aiuta a gestire il dolore nell’artrite reumatoide e rende più facile la performance quotidiana: conservare l’energia e gestire l’affaticabilità sono impegni seri che implicano per la persona con artrite reumatoide un cambiamento di comportamento. In queste immagini alcuni esempi di “gesti”: afferrare il manico di un pentolino impugnandolo da sotto come viene istintivo, è sbagliato perchè ‘pesa’ sul polso e sulle dita stressando l’articolazione.

Un’altra manovra dolorosa e, a certi stadi della malattia, molto difficile da effettuare, è avvitare o svitare un barattolo. In  questo caso sono stati creati degli ausili specifici (alcuni esempi nelle immagini qui sotto), così come nel caso dello spazzolino da denti: un’impugnatura più grossa evita stress articolari inutili e permette di utilizzare lo spazzolino al meglio.

 

 

 

 

 

 

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