latte materno infezioni

L'allattamento al seno fondamentale per la costituzione del microbiota intestinale e del sistema immunitario del bambino. La conferma da una nuova ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù

Il latte materno protegge dalle infezioni il neonato perché gioca un ruolo di fondamentale importanza nella costituzione del microbiota e delle difese immunitarie del bambino nei suoi primi giorni di vita. E’ la conclusione di  uno  condotto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology.
Una conferma del ruolo del latte materno che si aggiunge a tutto ciò che ormai le donne, anzi le mamme, sanno: allattare al seno il proprio figlio ha innumerevoli benefici per la sua crescita e il suo sviluppo. E come sottolineano altre ricerche, i bambini che non ricevono latte materno hanno 7 volte più probabilità di morire per infezioni rispetto a quelli che lo hanno ricevuto almeno nei primi 6 mesi di vita.

Ma cos’è esattamente il microbiota? Localizzato quasi tutto nell’intestino, è un insieme di microrganismi strettamente associato a diverse attività fisiologiche e a condizioni patologiche. Svolge infatti la funzione di “centrale biochimica” dell’intestino, dove trasforma il cibo ingerito, produce energia, regola l’immunità della mucosa intestinale e l’equilibrio delle popolazioni microbiche che fungono da barriera contro gli agenti patogeni.

Che ruolo svolge il latte materno nella costituzione e nell’evoluzione del microbiota nei primi giorni di vita del bambino? Per scoprirlo, i ricercatori italiani hanno fatto degli studi su topi da laboratorio appena nati, divisi in gruppi e nutriti con 3 diverse tipologie di latte: alcuni con quello delle mamme naturali, altri con quello di mamme adottive e altri ancora con un latte privo di immunoglobuline A (un anticorpo coinvolto nella risposta immunitaria dell’organismo).

Gli scienziati hanno così scoperto che i topini nutriti con il latte materno naturale sviluppavano non solo una comunità microbica contente immunoglobulina A e ricca di lattobacilli (cioè batteri amici e non patogeni), ma anche un microbiota del tutto simile a quello della madri. Di contro, i topini nutriti con latte privo di immunoglobulina A presentavano una comunità microbica ricca di popolazioni batteriche patogene. «È la dimostrazione – spiega la dottoressa Lorenza Putignani, responsabile di parassitologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – che il latte materno fornisce ai neonati nei primissimi giorni di vita una sorta di coperta di batteri “amici”, che funge da barriera contro l’insediamento dei batteri patogeni e protegge potenzialmente i piccoli dall’insorgenza di una serie di malattie».

E per quanto riguarda i topini nutriti con latte di una madre adottiva? Dallo studio è risultato che, nonostante le mamme venissero scambiate subito dopo il parto, il microbiota sviluppato dai neonati presentava comunque un profilo simile a quello della madre naturale. «Con questa ricerca siamo riusciti a caratterizzare l’intero profilo delle proteine presenti nel microbiota intestinale, il cosiddetto proteoma, fornendo una sorta di “carta d’identità” dei batteri responsabili delle diverse attività metaboliche. Si tratta di un risultato del tutto originale, in quanto questi dati non sono più solo descrittivi, come quelli ottenuti in precedenza con le tecniche di sequenziamento genetico di seconda generazione, ma funzionali, in grado cioè di caratterizzare le diverse categorie di batteri in termini di “chi fa che cosa”».

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