batteri cucina

Il fornello imbrattato di sugo di pomodoro, le piastrelle punteggiate da schizzi d’olio, il lavello che trabocca di pentole da lavare, il tagliere con residui di pollo, il frigo con un formaggio lasciato aperto rappresentano una sottostima dei rischi e una certa trascuratezza delle regole igieniche in cucina, una delle stanze della casa che si usa più spesso e che, di conseguenza, si sporca di più, richiedendo attenzione e olio di gomito per tornare a splendere ed essere sicura per la salute.

Il rischio maggiore arriva dai batteri

Ma proprio un’errata o superficiale pulizia degli elettrodomestici, degli utensili e delle superfici che si usano per cucinare, unita a un utilizzo sbagliato e a una cattiva manutenzione, è alla base della maggior parte dei rischi per la salute che si corrono tra le mura domestiche. «Il passaggio dei batteri dalla cucina all’uomo è veicolato dagli alimenti, dalle mani, dalle superfici», spiega il professore Fausto Orecchio, autore del Manuale di Igiene, edito da Seam. «Varie specie di batteri, che possono svilupparsi a partire da alimenti di origine animale, come le uova, la carne cruda o poco cotta, il latte contaminato, causano patologie dette antropozoonosi». Ecco, dunque, consigli e semplici regole per tenere alla larga questi microrganismi e avere una cucina pulita e sicura.

Frigorifero

Il frigo è utile per conservare più a lungo gli alimenti, a patto di mantenere la temperatura tra i 4 e gli 8 gradi», afferma Orecchio. Per tenerla d’occhio, mettete all’interno un piccolo termometro, che mostrerà quando vengono superati i livelli di guardia, magari perché l’elettrodomestico comincia a essere vecchiotto o perché lo aprite troppo di frequente o ancora perché la guarnizione non tiene bene. «La temperatura all’interno del frigo è diversificata in base alle zone», precisa Orecchio. «Poiché l’aria calda tende ad andare verso l’alto, il ripiano superiore risulta il meno freddo. Ecco perché, per assicurarsi la miglior conservazione dei vari prodotti, occorre disporli nel modo giusto: verdura e frutta, dopo essere state mondate, lavate, avvolte in uno strofinaccio pulito, vanno riposte negli appositi cassetti in basso; carne, pollame, pesce crudi nel ripiano inferiore; sughi, salse, cibi cotti in quello centrale; formaggi, yogurt, salumi, uova in quello superiore; burro, latte, bibite, acqua, vino nello sportello. Inoltre, i cibi che vengono consumati crudi, come alcune verdure, formaggi, salumi, devono essere separati dal resto riponendoli in cartone per alimenti, contenitori di vetro ben chiusi o pellicola in polietilene». Tenere il frigo in ordine vi permetterà, inoltre, di identificare più agevolmente i prodotti scaduti (magari pure ammuffiti) da buttare e vi agevolerà anche nella pulizia, da fare una volta ogni 20-30 giorni. In questa occasione, togliete tutto il contenuto e lavate a fondo l’interno con una pezzuola imbevuta di sapone liquido neutro, risciacquando poi con acqua e aceto bianco. Quest’ultimo, oltre ad avere un effetto sgrassante e anti-odore, consente, grazie al suo pH molto acido (intorno al 3,5), di tenere lontane molte specie fungine e batteriche. Attenzione a non dimenticare di pulire lo sportello, perché la sua guarnizione può essere un ricettacolo di batteri. Per togliere i residui di sporco tra le sue pieghe, potete aiutarvi con un vecchio spazzolino da denti, avendo poi l’accortezza di asciugare bene, per evitare che l’umidità faciliti il proliferare di muffe. Clicca qui per scoprire 5 rimedi naturali per neutralizzare i cattivi odori in frigo.

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Congelatore

Se avete l’abitudine di lasciare scongelare per ore a temperatura ambiente i broccoli, i piselli o i filetti di merluzzo sappiate che è un errore. «Per non perdere principi nutritivi preziosi, gli alimenti surgelati dovrebbero passare direttamente dal freezer al fornello», avverte Orecchio. In ogni caso, non rimettete mai nel congelatore un alimento fatto scongelare: interrompere la catena del freddo fa aumentare la carica batterica e mette a rischio la salute. Attenzione anche alla temperatura del freezer, che non deve essere più calda di -18 gradi. «Per garantire un buon funzionamento di questo elettrodomestico, evitate di sovraccaricarlo e ogni 6 mesi svuotatelo per eliminare la brina, senza usare phon o lame per accelerare la rimozione del ghiaccio», dice l’esperto. Approfittate dell’occasione per pulire cassetti e pareti con acqua e aceto o con acqua e bicarbonato.

Superfici e piani di lavoro

State sfilettando l’orata o tagliando i petti di tacchino per preparare la vostra ricetta preferita o perché siete in attesa di ospiti? Ricordate che, ogni volta che un alimento crudo di origine animale entra in contatto con una superficie, rischia di contaminarla. Perciò, prima della cottura, pulite il piano di lavoro e il tagliere con un panno imbevuto di acqua e sapone liquido, asciugando con carta in cellulosa usa e getta, e solo dopo procedete con la vostra preparazione. «In questi casi, la scelta dei materiali adeguati facilita la pulizia e l’eliminazione dei microrganismi», aggiunge Orecchio. «Per i top della cucina vanno bene materiali idrorepellenti, come i classici marmo o granito o come i più moderni compositi o laminati, che hanno il vantaggio di garantire resistenza alle sostanze acide, alle macchie, al calore. Per i taglieri, è da scartare il tradizionale legno in favore di materiali impermeabili alle sostanze organiche». Una volta alla settimana ritagliatevi del tempo per una pulizia più approfondita: sollevate tutto ciò che è appoggiato sulla superficie di lavoro (per esempio, l’affettatrice, il tostapane o la macchinetta del caffè) e date una bella passata con un detergente, a patto che non contenga alcol, candeggina o perossido di idrogeno. Occhio anche agli angoli, dove si accumulano residui di cibo misti a polvere: per togliere ogni traccia basta usare un vecchio spazzolino da denti.

Lavello

Secondo numerosi studi, il lavello della cucina ha più batteri di un wc. Questi ultimi si moltiplicano a dismisura soprattutto se avete la brutta abitudine di lasciare in questo spazio (magari per giorni) pentole e piatti sporchi. «Meglio lavarli subito dopo averli utilizzati», consiglia l’esperto. L’ideale è usare la lavastoviglie che, grazie alle sue temperature elevate (fino a 80 gradi), inattiva germi e batteri. Se, però, siete costretti al lavaggio a mano, ricordatevi che la spugna va rigorosamente pulita dopo ogni utilizzo. «Non basta risciacquarla», afferma il professore Philip Tierno, autore del libro The secret life of germs, «ma occorre disinfettarla. Un trucco è quello di usare il microonde: basta metterla in un contenitore pieno d’acqua e farla bollire». In ogni caso, la spugna va sostituita molto spesso, circa una volta alla settimana. Dopo averlo sgombrato dai piatti, il lavello va risciacquato dai residui di cibo e pulito con sapone neutro. Non dimenticate di dare una passata anche alla nicchia in cui riponete la spugna e allo scarico. Una volta al mese, o comunque ogni volta che l’acqua sgorga lentamente, controllate il sifone e rimuovete i residui di sporco e di calcare, che possono causare cattivi odori e diffondere i batteri nel lavello.

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Fornelli

Pentole, padelle, casseruole sul fuoco. Per utilizzare i fornelli in tutta sicurezza occorre innanzitutto controllare la fuoriuscita del gas. «La fiamma deve conservare la classica colorazione azzurra e bianca, essere di forma stabile (non ondeggiante) e silenziosa», avverte Orecchio. «Se gli ugelli dei bruciatori sono incrostati oppure ostruiti, ad esempio da residui alimentari o anche dall’acqua traboccata da una pentola, si genera una cattiva combustione, che produce monossido di carbonio, un potente veleno che determina un’intossicazione. Se inalato, raggiunge i polmoni, dove si lega all’emoglobina dei globuli rossi, formando un composto chiamato carbossiemoglobina, che riduce la capacità di questi ultimi di legarsi all’ossigeno e di trasportarlo. L’ossigeno a disposizione dei tessuti viene così a ridursi progressivamente, producendo danni a vari organi. Tra i primi campanelli d’allarme nausea, vomito, cefalea. Poi compaiono stordimento, senso di svenimento, fino alla perdita di coscienza e al coma nei casi più gravi». Per non incorrere in alcun pericolo, la prima regola è quella di pulire, una volta al mese, gli sparti-fiamma, che sono estraibili, con gli spazzolini metallici che si trovano dal ferramenta. Per liberare gli ugelli ostruiti basta uno stuzzicadenti o un ago.

Forno e forno a microonde

«In questi elettrodomestici il rischio di contaminazione da contatto è escluso, a causa delle elevate temperature nel caso del forno e delle onde ad alta energia nel caso del microonde», afferma Orecchio. Ciò non significa, ovviamente, lasciarli unti e incrostati. Se li usate abitualmente, puliteli ogni dieci giorni circa. Per il forno utilizzate una soluzione di acqua e aceto, acqua e limone o acqua e bicarbonato. Nel caso del microonde, smontate il piatto in vetro e lavatelo con acqua calda e detersivo per piatti. Per pulire le pareti interne, usate una soluzione di acqua e aceto. In entrambi i casi, risciacquate bene e asciugate con carta usa e getta. Il forno a microonde è cancerogeno? Leggi la risposta dell’esperta AIRC.

Pavimento

Pretendete di tirare a lucido il pavimento e di vederlo sempre brillare? Sappiate che è un errore. Lo sostiene un recente articolo apparso sulla rivista New Scientist, che afferma che il «troppo pulito» è dannoso per il sistema immunitario. Degli adulti, nei quali si determina una sorta di scopertura immunitaria con il rischio di non avere le difese sufficientemente forti di fronte a batteri e virus aggressivi e di diventare quindi più suscettibili alle infezioni, ma soprattutto dei bambini, che devono allenarsi a produrre gli anticorpi utili a combattere i germi. «È sufficiente, al bisogno, passare l’aspirapolvere sul pavimento e lavarlo con acqua calda e sapone liquido neutro, utilizzando uno straccio o il mocio», dice Orecchio. Da bandire i prodotti super-igienizzanti, che contengono una miriade di sostanze chimiche che inquinano l’aria domestica e che, se non risciacquati a sufficienza, lasciano una sottile pellicola non visibile, nociva per la salute.

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