La lieve paralisi dei muscoli facciali indotta dal botulino impedisce di interpretare le espressioni degli altri riproducendole sul nostro viso

Cancellare le rughe con le famose punturine di botulino può costare molto caro, più di quanto riportato sulla parcella del chirurgo estetico a fine trattamento: la leggera paralisi dei muscoli facciali indotta dalla tossina botulinica, infatti, può ridurre la capacità di percepire le emozioni altrui. A svelare questo sorprendente effetto collaterale è uno pubblicato sulla rivista Toxicon dai ricercatori della Scuola Internazionale di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.

La ricerca è nata con l’obiettivo di approfondire un particolare meccanismo che facilita la comunicazione fra le persone: chiamato “embodied cognition”, consiste nella capacità di interpretare le emozioni del nostro interlocutore riproducendo le sue espressioni facciali sul nostro volto. Forse non ce ne accorgiamo, ma è una cosa che facciamo tutti i giorni: quando osserviamo un sorriso, la nostra faccia tende a sorridere a sua volta (spesso in maniera impercettibile e incosciente) mentre cerchiamo di capire la natura di quell’espressione. Se però i nostri muscoli sono paralizzati dal botox, ecco che il processo può diventare più difficile.

Per verificare fino a che punto questo meccanismo venisse compromesso, i ricercatori hanno studiato un gruppetto di pazienti prima e dopo il trattamento estetico a base di tossina botulinica, mettendo a confronto le loro espressioni con quelle di persone che non avevano ricevuto alcun trattamento.

Dai risultati emerge chiaramente che le persone trattate con botox faticano di più ad interpretare le espressioni sul volto dell’interlocutore quando sono ambigue e poco marcate. Quando il sorriso dell’interlocutore è aperto ed evidente, invece, i soggetti non hanno difficoltà a riconoscerlo anche se sono stati sottoposti al trattamento estetico.

L’influenza negativa del botox, dunque, rischia di manifestarsi proprio nelle situazioni in cui questo meccanismo di interpretazione potrebbe rivelarsi più utile. Basti pensare ad una normale conversazione fra due individui, dove la comprensione reciproca è fondamentale per una corretta interazione sociale: fallire nel cogliere delle sfumature emotive o dei cambiamenti repentini nell’umore dell’altro può fare la differenza fra uno scambio di successo e uno fallimentare.

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