Coppetta mestruale

Si chiamano così per la loro forma. Sono piccole coppe di silicone, gomma o lattice, che si inseriscono all’interno della vagina durante le mestruazioni per raccogliere il sangue mestruale. Una volta riempiti vengono estratte per essere svuotate. Si ripiegano per essere inserite e sul fondo hanno una parte allungata o a forma di anello per essere facilmente afferrate. Da tempo il dibattito è aperto tra le sostenitrici di questo relativamente nuovo e sicuramente ecologico sistema e chi invece non le trova igieniche e performanti come i vecchi assorbenti.

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet

Ora arriva la prima analisi di una quarantina di studi sull’argomento, che in totale hanno coinvolto circa 3.300 tra donne e ragazze provenienti da diversi Paesi del mondo. Ancora oggi, nonostante siano da diverso tempo sul mercato, sono poche le donne che le conoscono in modo dettagliato. Resistono ancora diversi luoghi comuni. I principali riguardano le eventuali difficoltà d’inserimento o della loro rimozione, ma anche su eventuali perdite, fino al timore di irritazioni o addirittura di dolore.

Le ricerche hanno confrontato le coppette mestruali con gli assorbenti sia interni, sia esterni. I risultati sostengono che le complicazioni legate al loro uso sono decisamente rare.

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Nessun effetto negativo sui batteri buoni

Dall’analisi dei dati non si evidenzia né effetti negativi sul microbiota vaginale, che è l’insieme dei batteri buoni benefici per la salute. Il ph di una vagina sana di una donna in età fertile è intorno a 4-4,5. Se il pH aumenta, cambiano le proporzioni fra i diversi microrganismi presenti. A mantenere questi livelli ci pensano i lactobacilli, i batteri buoni che contrastano la crescita dei batteri che possono causare infezioni. Clicca qui se vuoi approfondire l’argomento.

Nessun aumento del rischio di infezioni

La meta analisi ha dimostrato che non si è verificato alcun aumento del rischio di infezioni tra le donne che hanno utilizzato la coppetta mestruale, rispetto a chi usa i consueti assorbenti. Solo raramente sono state segnalate alcune lesioni ai tessuti della vagina e al collo dell’utero per l’inesperienza.

Sette donne su dieci che le usano vuole continuare a farlo, dopo che hanno imparato a utilizzarle nel modo corretto. Il punto è proprio questo: praticamente tutte le ricerche analizzate sostenevano la necessità di imparare a usarle correttamente, prima di apprezzarne l’uso.

Le perdite 

Anche per quanto riguarda le perdite, la meta analisi ha sottolineato come non ci siano differenze tra l’uso delle coppette, quello degli assorbenti tradizionali e i tamponi usa e getta. Uno degli studi analizzati ha invece evidenziato che con le coppette le perdite siano addirittura inferiori.

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Economiche ed ecologiche

Uno dei vantaggi principali dell’uso delle coppette mestruali sta nel loro basso impatto ambientale. Una coppetta può durare davvero a lungo, anche diversi anni, se conservata e pulita in modo corretto. Anche il costo è irrisorio rispetto agli assorbenti: i prezzi in commercio oscillano tra i 15 e i 25 euro.

La coppetta riesce a contenere circa il doppio della quantità di un assorbente. Se inserita correttamente forma anche una barriera ermetica, che aiuta a frenare gli odori che si possono sentire durante il periodo mestruale.

Le perplessità sull’uso della coppetta

Molto donne restano perplesse sul loro uso. C’è l’impatto emotivo di doverle inserire nella vagina e del doverle svuotare del loro contenuto. Serve poi imparare a usarle nel modo corretto e richiedono una certa manutenzione. Rispetto ai metodi tradizionali, poi, la rimozione può non essere agevole specie all’inizio. Se si è fuori casa poi la pulizia potrebbe non essere semplicissima.

Ancora pochi gli studi sui prodotti igienici per le mestruazioni

C’è il vero e proprio paradosso della scarsità degli studi sui prodotti sanitari che si usano durante il ciclo mestruale. Questo nonostante quasi due miliardi di donne in tutto il mondo siano in età fertile.

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