eleonora abbagnato

«Ho una muscolatura resistente ed elastica, ma per la mia professione di ballerina devo sempre prendermi cura del corpo dalla testa ai piedi»

Sedute dall’osteopata, massaggi e visite dal podologo. Così mi prendo costantemente cura del mio corpo, perché la danza è una professione tanto stimolante quanto dura fisicamente, che richiede un’intensa preparazione settimanale. La mia giornata lavorativa inizia alle 9 e finisce alle 18 e gli esercizi alla sbarra, che noi ballerine ripetiamo quotidianamente fin da quando eravamo piccole, costituiscono il miglior allenamento.

Mi alleno “ascoltando” il mio corpo

Non mi faccio seguire da un coach, preferisco ascoltare il mio fisico e seguire un mio
particolare programma di allenamento, che ha alla base lo stare bene con sé e l’essere felici, perché, poi, il nostro fisico ci segue e si comporta di conseguenza. Non amo molto, invece, la corsa e gli sport a corpo libero, che trovo faticosi e inutili dal punto di vista
della conoscenza del proprio corpo, a differenza del pilates, che, come lo yoga, oltre a rilassarmi mi ha aiutato a essere consapevole di me stessa. Ho praticato per anni quest’ultima disciplina e mi ha aiutato a rimettermi subito in forma anche dopo le due maternità, tanto che appena tre mesi dopo la nascita di Gabriel, il mio secondogenito, ho ballato nel ruolo di Manon all’Opéra di Parigi.

Volere è potere

E pensare che si dice che dopo un parto cesareo è difficile riprendersi velocemente… Ma volere è potere, la natura mi ha donato una grande forza mentale e riesco facilmente a concentrarmi, in modo tale che, ogni qualvolta mi prefiggo un obiettivo, riesco sempre ad arrivare fino in fondo. E questi sin da bambina. Non per niente ho lasciato Palermo e i miei genitori a 12 anni per andare a studiare danza a Montecarlo e a 14 mi sono trasferita a Parigi.

Il massaggiatore: un appuntamento fisso

Ho anche avuto la fortuna di possedere una muscolatura molto resistente ed elastica, tanto che in 35 anni di carriera non ho mai avuto problemi. Tuttavia i muscoli, sebbene forti, hanno bisogno di essere sciolti, altrimenti alla fine il male si sente, nonostante la soglia del dolore di noi ballerine in generale sia decisamente alta. Ecco, così, che due o tre volte alla settimana mi siedo sul lettino del massaggiatore: è anche un aiuto psicologico, sapere di avere i muscoli a posto ti rende maggiormente sicura quando ti esibisci.

L’unico problema? L’unghia incarnita

Ovviamente anche i piedi vanno continuamente tenuti sotto osservazione, per questo vado dal podologo una volta alla settimana. Devo dire che, dopo tanto tempo passato sulle punte, non sono messi per niente male; al massimo ho sofferto di unghie incarnite, che ho sempre fatto curare subito, perché, in caso contrario, la sofferenza, ballando, sarebbe insopportabile. Fondamentale è, poi, l’essere seguita da un osteopata: al pari del massaggiatore e del podologo, ne ho da tanti anni uno di fiducia a Parigi. Sono un po’ come le scarpette da punta, difficili da cambiare… In particolare io credo nell’osteopatia craniale, che consiste in manipolazioni estremamente dolci, nelle quali ogni volta mi controllano dalla testa ai piedi, rimettendomi a posto schiena, bacino e caviglia quando ne ho bisogno.

Il mio punto debole: bevo poca acqua

Dal punto di vista dell’alimentazione ho iniziato a prestare maggiore attenzione a quello che mangio solamente con l’arrivo di Julia, oggi sei anni, e Gabriel, tre, e questo ha ulteriormente contribuito al mantenermi tonica. Tra l’altro mi piace molto cucinare, anche al termine delle lunghe giornate di lavoro: il piatto che mi riesce meglio è la parmigiana. Tuttavia, a causa del lavoro mi capita spesso di saltare il pranzo, ma, quando posso, mi concedo il mio piatto preferito, la pasta condita – carbonara, amatriciana, al pesto, essendo mia madre genovese, o alla siciliana con verdure, zucchine e melanzane – con il risotto come alternativa, seguita da pollo, o comunque da un secondo più leggero, e verdure. Per colazione, invece, pane nero tostato con burro e un po’ di marmellata, oltre all’irrinunciabile caffè. Consumo pochi dolci, non amando gli zuccheri, ai quali preferisco di gran lunga il salato. Il mio punto dolente è, però, l’idratazione, con il medico che non manca mai di farmelo notare. So che è molto importante, ma proprio non sono un’amante dell’acqua. Bevo tanti caffè e, avendo bambini a casa, a volte mi lascio tentare dalla Coca Cola.

Eleonora Abbagnato (testimonianza raccolta da Marco Ronchetto per OK Salute e Benessere)

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