filariosi

Da aprile è necessario iniziare la profilassi per questa malattia parassitaria, molto pericolosa per i nostri animali domestici. Ecco i consigli dell'esperta Carla Bernasconi

Zone a rischio

Zone a rischio

Cani e gatti sono a rischio filariosi cardiopolmonare tutto l’anno, ma l’attenzione su questa malattia parassitaria scatta soprattutto prima della primavera, quando l’aumento delle zanzare e delle temperature rende il pericolo di contagio più reale. «La malattia è concentrata maggiormente nel Centro-Nord Italia – spiega Carla Bernasconi, presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano – ma con l’aumento della mobilità degli animali domestici si è diffusa ormai in tutto il Paese». Ma come avviene il contagio? Quali sono i sintomi? E come si può fare prevenzione?

Come si trasmette

Come si trasmette

Trasmessa da un animale infetto a uno sano attraverso la puntura della zanzara, sia quella comune che quelle tigre, la filariosi è una malattia molto pericolosa. Quando la zanzara si infetta, in lei maturano le larve di filariosi (microfilarie) che in seguito vengono trasmesse al cane o al gatto sano attraverso la puntura. Nel nuovo ospite, le microfilarie iniziano a crescere e a spostarsi verso il cuore.

Quando diventano vermi adulti (possono raggiungere i 30 centimetri di lunghezza!), iniziano il loro ciclo riproduttivo producendo altre microfilarie. L’invasione di questi vermi colpisce solitamente l’arteria polmonare, la vena cava inferiore e l’atrio destro del cuore: un singolo animale ammalato può ospitare da 3 a 50 parassiti adulti che vivono fino a 7 anni, sempre che non ne provochino prima la morte.

Sintomi e cura

Sintomi e cura

«La sintomatologia della filariosi cardiopolmonare compare quando il cuore è già in una condizione di sofferenza» sottolinea Bernasconi. «All’inizio, purtroppo, la malattia è asintomatica e non c’è nessun campanello d’allarme che può farci capire che il nostro cane o gatto sia affetto da filariosi». I sintomi caratteristici, quali fatica a muoversi, tosse persistente, spossatezza accompagnata da diminuzione di appetito e perdita di peso, compaiono quando la malattia è già evoluta.

L’intervento del veterinario

«La filariosi si può trattare anche in uno stadio avanzato, ma il problema cardiaco apportato dalla malattia parassitaria è molto grave» spiega l’esperta. In questi casi, si può ricorrere a un delicatissimo intervento cardio-chirurgico mirato a rimuovere i parassiti dall’animale malato, mentre quando la diagnosi è precoce (può essere effetuata con un esame del sangue, con il test seriologico ELISA o con un esame ecografico) il cane o il gatto deve essere trattato il prima possibile con un farmaco a base di melarsomina, che uccide il parassita e gli impedisce di riprodursi.

Profilassi

Profilassi

Vista la potenziale gravità della malattia e l’alto rischio a cui sono esposti i nostri animali quando le zanzare iniziano a infestare i giardini e le case (scopri come tenerle lontane dal terrazzo), fare prevenzione è fondamentale. «La profilassi della filiariosi dovrebbe iniziare nel mese di aprile, tenendo conto che quasi tutti i prodotti hanno un effetto retrogrado di un mese e quindi, usandoli a pochi giorni dall’inizio della primavera, si coprono anche eventuali punture di zanzare infette del mese di marzo» sottolinea Bernasconi.

Vaccino, spot-on, collare o compresse

I padroni di cani e gatti hanno a disposizione diverse tipologie di prodotti veterinari per fare prevenzione. Quale scegliere? «Esiste un’iniezione che dura un anno, degli antiparassitari spot-on, cioè gocce che vengono applicate nella regione dorsale, dei collarini e delle compresse da somministrare per via orale» spiega l’esperta.

«Queste formulazioni sono tutte ugualmente efficaci: la scelta dipende dal padrone. Alcuni preferiscono fare l’iniezione una volta all’anno e non pensarci più, altri magari hanno animali che non tollerano il prodotto per bocca (perché genera vomito, diarrea o si fa fatica a somministrarlo) e quindi preferiscono il vaccino o le gocce spot-on. Poi ci sono persone che hanno più di un animale in casa o bambini piccoli e quindi preferiscono evitare le gocce perché potrebbero essere leccate da un altro cane o toccate dal bimbo, che poi si mette le mani in bocca».

A seconda della reazione del cane o del gatto al prodotto veterinario, delle abitudini familiari e della comodità di ognuno, si può scegliere indistintamente una di queste formulazioni, tenendo conto della loro eguale efficacia.

Consigli preventivi

Consigli preventivi

Premettendo che, se si è fatta prevenzione, il cane o il gatto non possono contrarre la filariosi anche se punti da una zanzara infetta, ci sono alcune buone abitudini da seguire per proteggere il proprio animale da questi insetti (qui, invece, i consigli per quando fa caldo). «Evitate di portare il cane a fare una passeggiata nei momenti topici per le zanzare, quindi tramonto o imbrunire» consiglia Bernasconi. «E se il vostro cane ha un pelo molto raso, fatelo dormire in una zona fresca in casa. Le razze con la pelliccia più folta, invece, corrono meno rischi perché difficilmente vengono attaccate dalle zanzare».

Giulia Masoero Regis

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