pelle esposizione solare

La beauty routine al mare? Sbaglia chi pensa che basti applicare il solare in spiaggia, per poi ritrovarsi – in men che non si dica – perfettamente abbronzate e con la mente sgombra da qualunque assillo estetico. La prima a subirne le conseguenze è proprio la pelle: messa a dura prova da sole, mare, vento (e cloro per chi va in piscina) ha non poche difficoltà a preservare il proprio equilibrio. Senza contare il rischio di accumulare danni irreversibili, come rughe, macchie e cedimenti dei tessuti. Meglio allora riservare qualche minuto al giorno alla cura di viso e corpo. In tre step: al mattino prima di esporsi al sole, in spiaggia e al rientro.

Prima di esporsi al sole

D’obbligo preparare la pelle ai trattamenti successivi con un’accurata detersione. In estate, banditi gli struccanti oleosi o dalla texture ricca e cremosa, che possono lasciare tracce di untuosità. Da sostituire con acque micellari o mousse che si sciacquano con l’acqua, emulsioni fluide antirossori e gel, tutti a base di sostanze naturali, decongestionanti e lenitive, come aloe e camomilla. Quindi, un passaggio di tonico senza alcol o all’acqua di rose, tamponando il viso con un batuffolo di cotone. Applica poi una crema idratante e antietà, optando per la texture più congeniale al tipo di pelle, all’età e alle condizioni ambientali: in gel, fluido, crema o siero, a base di acido ialuronico, antiossidanti ed estratti vegetali elasticizzanti, in grado di stimolare la sintesi di collagene ed elastina. Ultimo tocco prima di uscire, un prodotto per il contorno occhi. Ricco di attivi leviganti, nutrienti e drenanti, va steso picchiettando delicatamente le palpebre. Unica sostanza non indicata prima del sole: il retinolo. Dunque, controlla l’etichetta prima di utilizzare il prodotto. Concludi con un deodorante  ipoallergenico e poi… al mare!

In spiaggia

Oltre ai solari ad alta protezione (Spf 30-50) per viso e corpo, che schermano la pelle dai raggi Uva (responsabili dell’invecchiamento cutaneo) e Uvb (all’origine di rossori ed eritemi), non bisogna dimenticarsi dei capelli. «Sole, sabbia e salsedine disidratano la
capigliatura, rendendola arida e stopposa», precisa la dermatologa Magda Belmontesi. «Inoltre, i raggi Uv spezzano i legami cellulari delle squame cornee che, nel perdere coesione, assorbono la luce, invece di rifletterla. Ecco perché dopo parecchie ore trascorse al sole, la capigliatura risulta spenta e opaca. Per non parlare del colore. Il capello naturale si ossida, schiarendosi, mentre quello tinto – già provato da trattamenti aggressivi – tende a “scaricare” rapidamente il colore, sbiadendo. Per prevenire questi inestetismi, è bene vaporizzare sui capelli un olio provvisto di filtri solari e particelle di silicone, che “chiudono” le squame, restituendo compattezza alla cheratina del fusto».

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Dopo l’esposizione solare

Il colorito c’è… finalmente. Già dopo le prime giornate di esposizione, l’abbronzatura cambia (in meglio) il viso, celando imperfezioni e difetti. Ma a un attento esame davanti allo specchio, difficile non notare rossori e disidratazione. «Raggi Uv, mare, cloro, vento e salsedine non solo “asciugano” il film idrolipidico, ma provocano anche l’elastosi solare (ovvero l’alterazione del derma) rallentando la produzione di collagene ed elastina, le fibre elastiche che sostengono i tessuti», dice la dermatologa. «Da qui la necessità di correre ai ripari, appena tornati dalla spiaggia, con una maschera nutriente e restitutiva, da tenere in posa almeno una ventina di minuti». Sul corpo, perfetti un latte, una crema o un olio doposole dall’azione lenitiva, nutriente e antietà, che attenuano rossori e pruriti, combattono la secchezza cutanea, prevenendo la desquamazione e, di conseguenza, salvano l’abbronzatura. E, quando serve, acqua termale che rinfresca viso e corpo, lenendo eventuali irritazioni. «Ben venga anche uno scrub delicato: non porta via la tintarella, come spesso si pensa, rendendola, al contrario, più omogenea e brillante e attenuando macchie e addensamenti di colore, perché elimina le cellule morte e stimola un più rapido rinnovamento cellulare», continua l’esperta. «Con due consigli: eseguire questa operazione qualche ora dopo l’esposizione al sole, per non irritare la pelle (per esempio, la sera prima di coricarsi) e massaggiare il prodotto con delicatezza su tutto il corpo, specie su gomiti e ginocchia». La beauty routine termina con uno shampoo delicato, a base di attivi vegetali ad azione ristrutturante, seguito da una maschera rigenerante, da distribuire su tutta la lunghezza, lasciandola in posa qualche minuto. «Per potenziare l’efficacia di questi trattamenti, avvolgi la testa in un foglio di alluminio e poi passa il phon tiepido, favorendo così l’assorbimento dei principi attivi», consiglia Magda Belmontesi. «Oppure, dopo aver applicato la maschera, infila una cuffietta da doccia (meglio se trasparente) e vai sul terrazzo o in giardino a goderti gli ultimi raggi solari della giornata. Scaldata dal sole, crea sui capelli un effetto serra ancora più efficace e duraturo dell’asciugamano caldo, stimolando la penetrazione degli ingredienti e assicurando ai capelli il nutrimento necessario».

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