roberta bruzzone

«I miei familiari hanno problemi con la glicemia: seguo i consigli alimentari dello specialista e mi alleno con un personal trainer»

Da sempre ho una predisposizione al diabete mellito di tipo 2, la forma più diffusa di questa patologia. Diversi miei familiari da parte paterna, infatti, ne sono affetti, e questo mi espone alla possibilità di svilupparlo a mia volta. Così, fin da ragazzina ho iniziato a documentarmi per capire bene con cosa avessi a che fare e come avrei potuto fronteggiarlo: un po’ di paura me la faceva già.

Mi sono sottoposta a una serie di esami

Poi, da buona indagatrice quale sono, una quindicina d’anni fa ho deciso di interessarmene seriamente, con un’indagine genetica approfondita che mi consentisse di verificare se fossi davvero a rischio. Per cominciare, mi sono sottoposta a tutti gli appositi esami: il sangue, la glicemia e la curva glicemica, per controllare il corretto funzionamento del
mio metabolismo. E qualche anno dopo ho effettuato anche una mappatura mirata di tipo genetico, da cui è emersa la risposta definitiva: non ero affetta da diabete, ma avevo una predisposizione che mi esponeva indubbiamente al rischio di svilupparlo.

Maggiore attenzione alla dieta

Mi sono immediatamente rivolta a un diabetologo, che mi ha rassicurato: potevo proteggermi introducendo scelte alimentari adeguate associate a una buona attività fisica moderata e costante. Niente che già non facessi, del resto. E che da quel momento ho continuato a fare anche con un pizzico di attenzione in più. Tanto per cominciare, occorreva ridurre al minimo indispensabile il consumo di zuccheri, sia semplici sia complessi, compresi naturalmente tutti gli alimenti che li contengono: dai dolci alla pasta, dal riso alla frutta, dal pane alle patate. E soprattutto, lo specialista mi consigliava di mangiarli solo quando potevo dedicarmi anche a un po’ di attività fisica, preferibilmente aerobica, perché in quel caso gli zuccheri vengono assorbiti e consumati in maniera corretta.

…E allo sport

Così ho preso ad allenarmi regolarmente due o tre volte a settimana con un personal trainer, che mi sottopone a un programma di tonificazione, aerobica e resistenza: e quando faccio fitness mangio tranquillamente un bel piatto di pasta. In ogni caso, prediligo da sempre pesce, carne bianca e legumi, con verdure a volontà. In quanto ai dolci, per mia fortuna non ne sono mai stata golosa, neppure da bambina. In pratica, le mie abitudini alimentari non sono cambiate più di tanto: devo solo stare più attenta soprattutto quando sono in viaggio, cosa che mi capita molto spesso, senza la possibilità di allenarmi e di
cucinare quello che voglio.

Sono restia ad assumere farmaci

Devo dire che seguo tutti questi accorgimenti in maniera molto scrupolosa: avendo esempi in famiglia, so bene che il diabete mellito, pur non essendo propriamente invalidante, può
comportare comunque conseguenze molto serie. Tanto più che io sono restia ad assumere farmaci di qualunque genere: per fortuna devo avere un sistema immunitario molto efficace, dal momento che mi ammalo molto raramente, è difficile che mi prenda anche un banale raffreddore. E fino ad ora tutte le indicazioni dello specialista hanno funzionato perfettamente: le analisi del sangue che effettuo regolarmente una volta all’anno rivelano che non ho alcun disturbo, né manifestazioni di alcun genere di diabete. Perché il problema di questa patologia è che purtroppo i sintomi emergono solo in stato avanzato, e per questo è fondamentale tenersi regolarmente monitorati.

Parola d’ordine: prevenzione!

Perciò il messaggio che voglio mandare è che anche in presenza di una predisposizione genetica accertata, seguire le regole di base con scrupolo e regolarità può certamente preservare dal rischio di contrarre il diabete. Senza dimenticare di fare il possibile per evitare uno stress eccessivo, che è sempre causa di molti problemi: io, costretta dal mio lavoro a confrontarmi ogni giorno con situazioni da cui è difficile non lasciarsi coinvolgere, scarico le tensioni con lunghe corse sulle mia Harley Davidson insieme a mio marito, con cui partiamo ogni volta che possiamo anche per lunghi viaggi: quest’anno ci aspetta il tour degli Stati Uniti. Nel mio caso, questa è la migliore psicoterapia possibile.

Roberta Bruzzone (testimonianza raccolta da Grazia Garlando per OK Salute e Benessere)

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