Soffri di apnee notturne? L’esercizio fisico ne risente

Pubblicato il: 26 Novembre 2014 alle ore 03:25 Aggiornato il: 26 Novembre 2014

In chi ne soffre diminuisce il massimo consumo di ossigeno durante l'allenamento, causando fiato corto e precoce esaurimento di energie. Lo svela uno studio americano.

Di notte il respiro si fa interrotto, pregiudicando la qualità del sonno. Ma le apnee notturne si fanno sentire anche di giorno, causando il ‘fiato corto’ in chi ne soffre soprattutto durante l’allenamento aerobico.

E’ quanto ha concluso un team di ricerca dell’Università della California di San Diego, misurando il massimo consumo di ossigeno (VO2 max) in un gruppo di uomini e donne con apnee notturne di diversa gravità sottoposte a sessioni di spinning. Aumentando gradualmente la frequenza delle pedalate, e si conseguenza l’intensità dell’allenamento, i ricercatori hanno osservato che la capacità di ‘bruciare’ ossigeno, fondamentale per alimentare i muscoli durante lo sforzo aerobico, è significativamente ridotta rispetto a un gruppo di controllo. Nei partecipanti con apnee notturne moderate o gravi il massimo consumo di ossigeno è risultato minore del 14 per cento e sembra dipendente dall’entità del disturbo.

Soffrire di apnee notturne non significa solo russare di notte o avere un sonno poco riposante. L’impatto sulla salute delle apnee notturne non è da sottovalutare: numerosi studi dimostrano che un sonno frammentato a causa della mancanza di respiro, protratto nel tempo, può indurre disturbi metabolici, tra cui diabete e obesità, e avere ripercussioni anche sul cervello. Non da ultimo, come dimostra la statunitense pubblicata sul Journal of Clinical Sleep Medicine, le ricadute sembrano interessare anche i muscoli. «Riteniamo che le apnee notturne causino modifiche strutturali nei muscoli e, di conseguenza, maggiori difficoltà durante l’esercizio fisico».

26/11/2014

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