16 ottobre – Tumore al seno: sai fare l’autopalpazione?

Pubblicato il: 16 Ottobre 2016 alle ore 22:17 Aggiornato il: 14 Ottobre 2016
Statine tumore al seno

Ottobre è il mese della prevenzione in tutto il mondo. OK Salute ti propone un consiglio al giorno per la prevenzione, la cura, la diagnosi e le terapie della malattia

Conoscete bene il vostro corpo, o meglio il vostro seno? Nella prevenzione del tumore alla mammella, l’autopalpazione è uno dei primi e più importanti strumenti che avete a disposizione e che potete fare tranquillamente a casa vostra, davanti a uno specchio. Con l’autoesame imparerete a conoscere la struttura e l’aspetto del vostro seno e, di conseguenza, ad accorgervi precocemente dei cambiamenti.

Quando iniziare a farla?
Già a partire dai 20 anni sarebbe bene svolgerla una volta al mese o una volta ogni due mesi tra il 7° e il 14° giorno del ciclo.

Come farla?
1. Mettetevi davanti a uno specchio in una stanza ben illuminata;
2. Osservate il seno sia di fronte che di profilo prima con le braccia stese lungo i fianchi e successivamente con le braccia alzate sopra la testa alla ricerca di eventuali irregolarità nel contorno o alterazioni nella forma del capezzolo (ricordate, però, che quasi mai le due mammella sono identiche!);
3. Continuate l’osservazione portando le mani sui fianchi, contraendo i muscoli pettorali e piegandovi in avanti;
4. Iniziate l’autopalpazione piengando un braccio dietro la testa e facendo scorrere sul seno l’indice, il medio e l’anulare uniti in movimenti concentrici dall’esterno della mammella verso il capezzolo. In questo modo potrete cogliere eventuali noduli o indurimenti;
5. Continuare ad esamire il seno con movimenti verticali delle dita e per quadranti dall’interno verso l’esterno e viceversa;
6. Per concludere, premete leggermente il capezzolo tra pollice e indice per rilevare eventuali fuoriuscite di liquido.

Quando preoccuparsi e richiedere una visita specialistica?
A differenza di quanto si possa pensare, il dolore raramente è sintomo di tumore al seno, ma andrebbe comunque riferito al proprio medico. I segnali che devono allarmare e spingere a un approfondimento sono i seguenti:
– Una o più formazioni nodulari della mammella;
– Protuberanze o ispessimenti della mammella o della zona ascellare;
– Variazioni nella forma e nella dimensione della mammella;
– Fuoriuscita di liquido dal capezzolo;
– Infossamenti o rilievi sulla superficie;
 Cambiamenti nell’aspetto della pelle, del capezzolo o dell’areola come gonfiori, arrossamenti, oppure sensazione di calore.

 

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