Orgasmometro

Per misurare il dolore e l’efficacia dei farmaci antidolorifici, dall’aspirina alla morfina, i medici hanno sempre utilizzato una scala analogica visiva che va dall’assenza di dolore al massimo dolore concepibile (colica renale, doglie, dolore oncologico, per fare esempi).

Come è stato creato l’orgasmometro 

L’idea che abbiamo avuto e validata nella nostra ricerca è stata semplicissima: capovolgere la scala, trasformandola da «dolorometro» in «orgasmometro». Per dare un punteggio all’intensità dell’orgasmo ottenuto con un certo tipo di masturbazione rispetto a un’altra o per paragonarla con quella ottenuta durante il rapporto sessuale di ieri sera bisogna immaginare che il punto iniziale, lo zero della scala, indica la totale assenza di piacere mentre il valore 10 corrisponde al massimo orgasmo concepibile da mente umana. Insomma, una scientificissima pagella degli orgasmi.

La ricerca 

L’orgasmometro ci ha permesso quindi di misurare in 526 donne sia l’intensità dell’orgasmo, sia la sua presenza (i punteggi 0-3 indicano che l’orgasmo non c’è stato). Successivamente si mette in relazione con alcune caratteristiche del comportamento, come l’autoerotismo e la presenza di disfunzioni sessuali femminili.

I primi vibratori per aiutare il lavoro dei medici

Il termine isteria significa patologia dell’utero. C’è stato un lungo periodo della storia della medicina e della psichiatria in cui si riteneva che l’isteria derivasse dalla frustrazione sessuale, dalla mancanza di orgasmo. Le cure erano varie, e ce n’erano di violente e di efferate, ma non tutte.

Ai medici era richiesto di provocare nelle loro pazienti l’orgasmo, proprio come una vera e propria medicina, masturbandole.

I vibratori elettrici

Il primo vibratore elettrico (il Jolly Molly, dal nome della prostituta su cui fu messo a punto, venne regalato alla Regina Vittoria) fu inventato, non a caso, da un dottore londinese stanco dei crampi alla mano. L’industria, già sul finire dell’Ottocento, produceva e pubblicizzava dildo e vibratori a uso esclusivo dei gabinetti medici, probabilmente con gran gioia delle pazienti. Contraddizioni della società vittoriana: da una parte aborriva la masturbazione, dall’altra ne celebrava l’uso terapeutico, anche se solo nelle donne.

Ma il diavoletto sta nei particolari. Alcune pubblicità, sui più paludati quotidiani, pur sottolineando sempre l’uso terapeutico, suggerivano che le macchine fossero utilizzabili, analmente, anche da maschi. C’erano falli collegati con pulegge e tiranti a un marchingegno simile a una ruota di bicicletta che il medico faceva girare con una mano, mentre l’altra sfogliava le pagine di un quotidiano, attendendo che il ritmico dentro e fuori dell’attrezzo nella vagina della paziente provocasse l’orgasmo terapeutico. E ce n’erano addirittura di collegati a una piccola macchina a vapore.

Lettura consigliata a tutti, non solo ai sessuologi: Rachel P. Maines, Tecnologia dell’orgasmo. Film da non perdere: Hysteria, capolavoro divertentissimo del 2011 interpretato da Hugh Dancy e Rupert Everett e da Maggie Gyllenhaal.

Emmanuele A. Jannini

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