Anziani meno soli e più attivi

L'iniziativa UE per migliorare l'assistenza agli anziani. L'uso di internet può aiutare a spezzare l'isolamento sociale, migliorando le abilità cognitive negli over.

Per chi non è ‘nativo digitale’ il mondo virtuale dei social network può apparire ostile e di difficile comprensione. Eppure essere ‘social’ può aiutare a invecchiare meglio, dando un taglio netto all’isolamento sociale e tenendo vive le capacità cognitive degli anziani. E’ questa l’idea alla base del progetto biennale , finanziato dalla UE e coordinato dai ricercatori dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, e a cui partecipa anche l’Italia.

L’iniziativa ha coinvolto per ora solo 76 anziani da diverse case di cura, tra i 60 e i 95 anni di età, in case di riposo o strutture dedicate. Ai partecipanti è stato offerto un kit digitale di base, ovvero un computer con touch screen, una tastiera e una connessione internet, e soprattutto tre mesi di lezioni per iniziare i partecipanti all’uso della posta elettronica, Skype e Facebook. Poca la diffidenza, grande invece l’entusiasmo osservato negli arzilli vecchietti, che hanno dimostrato un miglioramento della socialità, dell’autoconsapevolezza e delle capacità cognitive. «Stavo solo scivolando in uno stile di vita più lento», commenta uno dei partecipanti sottolineando come la comunicazione sui social abbia avuto un impatto positivo sulla propria identità sbiadita, invece, dal passare degli anni. Gli ideatori del progetto si augurano che questi risultati preliminari possano servire ad attualizzare le politiche di assistenza alla terza età, supportando attivamente strategie per ridurre l’isolamento sociale e incentivare uno stile di vita attivo negli over.