Dilf

C’’è chi dice che l’uomo, con la paternità, perde sex appeal. Oggi, invece, il maschio tutto pappe e pannolini, un po’ trasandato piace sempre più. Il tema è attuale, ma a rilevarlo è stato un sondaggio online del 2014: quell’anno per otto italiane su dieci il partner ideale è sulla quarantina, non necessariamente bello, ma con un’aria vissuta e soprattutto una vera dedizione per la famiglia. Ha il corpo segnato non dal body building, ma dall’esperienza: un po’ di pancetta, barba incolta, qualche rughetta sulla fronte e qualche capello bianco. È un uomo che non bada al look ma alla comodità, frequenta più supermercati di ristoranti, non si preoccupa di farsi vedere in giro con occhiaie e capelli arruffati, testimonianze non più di notti brave ma di notti insonni, tra coliche e rigurgiti. Non sa che farsene di flirt e storie di una sera: ama una donna alla volta e, se è quella giusta, è per sempre.

Pratici, seri, affidabili

In America li chiamano tristemente Dilf, acronimo di Daddy I’d like to fuck («papà che mi farei»). La traduzione italiana è ancor meno edificante: padri sexy o «trombabili». Sì, perché ad attirare le donne verso questo genere di maschi non è solo un mix di tenerezza, desidero di protezione e ricerca di stabilità, ma anche una forte carica erotica. Digitando la parola su internet, spuntano le facce di Brad Pitt, David Beckham, Robbie Williams, Ricky Martin. Tutti in tenuta casual e pargoli al seguito.

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Ma piacciono anche i Dilf qualunque. Per una donna su tre, a renderli irresistibili è proprio questa passione incondizionata per i figli, che vengono sempre al primo posto. Piace anche il loro pragmatismo, che li fa apparire come uomini seri, concreti, affidabili, con i piedi per terra e senza fronzoli per la testa. «Le donne sono stufe di rincorrere i Peter Pan, ragazzini incapaci di vedere più in là dei propri addominali», commenta Noel Biderman, fondatore del sito che ha promosso la ricerca. «Cercano uomini maturi e determinati, che corteggiano una donna per volta». È d’accordo Chiara Simonelli, docente di psicologia dello sviluppo sessuale e affettivo nell’arco di vita all’Università La Sapienza di Roma. «La figura dell’eterno bambino, che ama la bella vita e non vuole impegnarsi, se all’inizio affascina per il suo lato giocoso e leggero, alla lunga stanca. Chi cerca un legame serio e duraturo sa che può andare incontro a cocenti delusioni, perché questo genere di maschi non ha la dimensione della progettualità, non pensa al futuro, ma imposta le relazioni sul “qui e ora”. Vedere un uomo che fa la spesa, accompagna i bimbi a scuola, fa le veci della mamma se necessario, trasmette un senso di sicurezza e affidabilità, di cui le donne hanno un grande bisogno. La parola chiave è condivisione: è l’idea di poter fare le cose di tutti i giorni insieme, ad attrarre di più».

papà

Voglia di stabilità

In realtà le donne li hanno sempre voluti così, i loro partner, ma poi, il più delle volte, si innamoravano dello scapolo d’oro, bello e dannato, e si illudevano di poterlo convertire in marito modello e padre di famiglia. Ora le «crocerossine» cedono il passo a donne più sicure di sé e forti dal punto di vista affettivo, che sanno cosa vogliono da un uomo. Cioè solidità, sicurezza, fiducia. «Viviamo in una società “liquida”, come la definisce il sociologo polacco Zygmunt Bauman. Fragile, instabile, impaurita dai cambiamenti, in cui lo stereotipo della famiglia va sgretolandosi e molti giovani perdono la speranza di costruirsi un nido fondato sull’amore che dura per sempre», sottolinea Roberto Cavaliere, psicologo e psicoterapeuta a Milano, Roma, Napoli e Salerno. «L’idea che le donne cerchino uomini maturi, con cui costruire qualcosa di solido, è un segnale positivo. Del resto, è la società stessa ad avere stabilito i prototipi del genere femminile, bisognoso di sicurezza e sostegno, e di quello maschile, forte, vigoroso, protettivo. Anche dal punto di vista antropologico, l’uomo è stato concepito per prendersi cura della compagna, con coraggio, maturità ed esperienza».

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Il mito di Edipo

Ma c’è di più. «Come tramanda il mito di Edipo», prosegue lo psicologo, «il genere femminile, come quello maschile, è da sempre, inconsciamente, mosso dal desiderio di essere accolto e accudito dal genitore di sesso opposto. Si dice che, in ogni relazione, la donna cerchi qualcosa che rimandi alla figura paterna (e viceversa il maschio). Un partner-papà è un ideale di maschio rassicurante, incarna questo bisogno femminile di coccole e protezione».

Secondo Roberta Rossi, psicologa e sessuologa, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica, è la figura del padre che è stata rivalutata. «Il ruolo paterno è molto cambiato negli ultimi anni. Oggi gli uomini chiedono a gran voce di fare i papà: domandano il congedo parentale per occuparsi dei figli, vogliono assistere al parto, partecipano in modo più attivo alla vita familiare. Non hanno più paura di mostrare il loro lato più femminile: accudente, sensibile, affettuoso. E questo piace molto alle donne, che non solo vedono in quest’uomo il padre ideale per i propri figli, ma sperano che lo stesso atteggiamento amorevole e premuroso sia riservato anche a loro». Non chiamatelo mammo. Le 10 regole del papà contemporaneo

Bellezza autentica

Il 46% delle donne dice di essere attirata dal loro fascino inconsapevole, spontaneo, non costruito. «Sono uomini autentici, che fanno tutto con naturalezza e per il piacere di farlo e perciò risultano estremamente affascinanti agli occhi femminili», sottolinea Simonelli. «A differenza del “narciso”, centrato su se stesso, egoista, superficiale, un padre è abituato a pensare prima agli altri che a sé, ha sviluppato capacità di entrare in sintonia con l’altro ed è attento ai bisogni di chi gli sta di fronte. È disposto a mettersi in secondo piano e non si serve della bellezza o di altri espedienti per sedurre. È un uomo che, semplicemente, sa essere se stesso di fronte a una donna».

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E sul piano sessuale? «Può essere molto eccitante. Al contrario della libido maschile, stimolata prevalentemente dall’aspetto fisico, quella femminile è più sensibile ai comportamenti e alle situazioni che il partner riesce a creare», risponde la specialista. «Per questo un uomo attento e affettuoso accende l’eros femminile più di un bel paio di pettorali». Per Cavaliere c’entra anche il fattore età. «Sembra sorpassata l’idea che i giovani siano più prestanti. Oggi le donne associano all’uomo brizzolato l’idea di una maggiore sicurezza sotto le lenzuola e capacità amatorie migliori». Attenzione però a non generalizzare. Puntualizza Rossi: «Nell’immaginario collettivo si tende a pensare che un uomo capace di essere “coccoloso” con gli altri lo è anche nell’intimità di coppia. Ma non è detto che sia così».

padre single

Impegnarsi con un padre single

Nel film About a boy, il protagonista interpretato da Hugh Grant arriva a inventarsi un figlio immaginario pur di conquistare una mamma single, ma viene smascherato dai suoi comportamenti irresponsabili e dall’evidente incapacità di prendersi cura di qualcuno. «È fondamentale non fermarsi alle apparenze, ma approfondire bene la conoscenza prima di impegnarsi», consiglia Rossi. «D’altra parte, quando ci sono di mezzo dei bambini, è normale avere delle paure e sentirsi un po’ “frenati”. La cosa più importante è entrare in punta di piedi nel rapporto tra lui e i figli, cercando di non essere invadenti e rispettando gli spazi dedicati alla famiglia. Deve essere lui a stabilire tempi e modalità con cui introdurre la nuova partner nella vita dei bambini. Una volta fatta la loro conoscenza, non bisogna cadere nell’errore, piuttosto comune nelle donne, di volersi accaparrare per forza le loro simpatie».

Altri comportamenti da evitare

Simonelli ricorda: «Mai mettersi in competizione con loro. Né cercare in tutti i modi di far vedere a lui che si è brave ed esperte con i bambini. Non interferire, con allusioni o consigli non richiesti, nei criteri educativi concordati con la madre». E se i bambini non vogliono accettare la relazione? «È una possibilità da mettere in conto da subito», dice Rossi. «Ma non bisogna sentirsi “minacciate”: i figli, di qualunque età, hanno bisogno di tempo per adattarsi all’idea che papà si sta avvicinando a un’altra donna. È fondamentale procedere per gradi, con cautela e senza fretta. E niente gelosie inutili, sia nei confronti della ex (che, neanche a dirlo, non va mai posta in cattiva luce), che dei figli stessi. L’uomo non deve mai essere messo nelle condizioni di dover “scegliere” tra i bambini e la nuova compagna, neanche se si tratta di decidere dove trascorrere un fine settimana. Anche perché lui, giustamente, sceglierà sempre loro».

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