Anemia

L’anemia è una condizione diffusa in tutto il mondo e in alcune popolazioni può arrivare a interessarne circa il 50 per cento. Avviene quando il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare abbastanza ossigeno da soddisfare i bisogni dei diversi tessuti e organi del corpo. In realtà esistono diverse forme di questo disturbo, ciascuna causata da fattori diversi. Anche la sua gravità può variare molto, passando dai casi di lieve entità a quelli molto gravi.

A essere più colpite sono in genere:

  • le donne in età fertile,
  • i bambini (dove può portare a difficoltà nella crescita),
  • gli anziani,
  • le persone economicamente sfavorite,
  • può comparire anche nei periodi di crescita e negli ultimi mesi di gravidanza, in quanto occorre soddisfare anche le necessità del nascituro.

Cos’è e a cosa serve il ferro

Il ferro è un costituente minore, nel nostro organismo. Ricopre però un ruolo importante nel trasporto dell’ossigeno in quanto si lega sia all’emoglobina del sangue sia alla mioglobina dei muscoli.

La quantità totale di ferro, nel corpo umano, è di circa 4 grammi, e in condizioni normali e di corretta alimentazione il corpo è in grado di mantenere l’equilibrio.
Per soddisfare le necessità fisiologiche, ecco le quantità raccomandate al giorno.

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Le dosi raccomandate 

  • Uomo e donna in postmenopausa: circa 1 milligrammo al giorno in una persona di peso medio.
  • Donna in età fertile: circa 1,4 milligrammi al giorno in una persona di peso medio.
  • Ultimi due mesi di gravidanza: circa 5-6 milligrammi al giorno in una donna di peso medio.

Le cause 

La carenza di ferro può dipendere:

  • da una cattiva alimentazione,
  • da perdite di sangue fisiologiche (come il ciclo mestruale),
  • da condizioni patologiche come emorragie dell’apparato digerente (per esempio, ulcere, ernia jatale, diverticolosi, emorroidi, tumori, rettocolite ulcerosa, morbo di Chron),
  • da cattivo assorbimento, come nel caso della celiachia.

I valori 

  • Quando la ferritina sierica è sotto i valori di norma (15 mg/dl) vuol dire che le scorte di ferro si stanno esaurendo,
  • quando la sideremia è sotto 60 mg/dl vuol dire che esiste una carenza anche nel ferro circolante,
  • la vera anemia (sideropenica) l’abbiamo quando, oltre a questi due primi fattori, si hanno anche bassi livelli di emoglobina (sotto 12 g/dl per le donne e 14 per gli uomini).

Qui puoi trovare lo speciale di Ok Salute sulla lettura delle analisi del sangue.

Quali sono i sintomi dell’anemia? 

I disturbi tipici di una persona anemica sono:

  • astenia,
  • cefalea,
  • facile affaticabilità,
  • ridotta capacità di concentrazione e lavorativa,
  • irritabilità,
  • palpitazioni,
  • dispnea da sforzo,
  • ridotta tolleranza al freddo.

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Come sopperire alla mancanza di ferro 

Solo in rarissimi casi (valutati dal medico) è necessario risolvere un’anemia attraverso un’integrazione di ferro. Normalmente è sufficiente correggere l’alimentazione senza dover, necessariamente, mangiare tutti i giorni carne rossa.

Negli alimenti il ferro assume due forme, emico e non emico, chiamato anche eme e non eme.

Ferro animale

Il ferro animale è detto anche emico, cioè legato a una molecola di emoglobina o mioglobina. Il ferro emico costituisce circa il 40% del ferro contenuto nei cibi animali (carni e pesce, escluso il latte, i latticini e le uova). È altamente assorbibile, la quota varia dal 20 al 40%, nelle persone sane. Il ferro emico deve costituire una piccola porzione del ferro alimentare per non obbligare il nostro corpo a mangiare troppa carne.

Ferro vegetale

Il ferro vegetale è detto anche non-emico, è poco assorbibile e influenzato dalla presenza, negli alimenti, di fattori favorenti o inibenti l’assorbimento. In modo più specifico, l’assorbimento del ferro contenuto nei cereali e nelle verdure è inferiore al 5% per la presenza di acido fitico e tannini. L’assorbimento del ferro non-emico è, quindi, fortemente influenzato dal resto della dieta. Può però aumentare fino al 10-20% in presenza di acidi organici. Stiamo parlando di:

  • l’acido lattico dei crauti,
  • l’acido citrico del limone,
  • l’acido ascorbico o vitamina C contenuto in diversi tipi di verdura o frutta,
  • la serie di acidi organici contenuti nelle salse di soia come il tamari.

Uno studio del 1989 condotto a Pechino su 6.500 cinesi ha evidenziato che malgrado la loro alimentazione fosse tipicamente vegetariana l’incidenza di anemie era molto bassa. Questo dipenderebbe dalla presenza nella dieta quotidiana della salsa di soia, che facilita l’assorbimento del ferro, da un buon introito di ferro non-emico e dalla ricchezza di vitamina C e di altri acidi che rendono l’assorbimento di ferro non-emico equiparabile all’assorbimento del ferro emico.

Inoltre molti vegetali, come i broccoli e il cavolo, contengono sia ferro sia vitamina C. In tal modo il ferro presente in questi cibi viene assorbito facilmente.

Gli inibitori dell’assorbimento di ferro

Potenti inibitori dell’assorbimento di ferro sono:

il caffè, la crusca, il calcio del latte e dei formaggi, il tè, che imprigionano le molecole di ferro all’interno di composti e lo rendono insolubile. Quando si hanno problemi di anemia sarebbe perciò opportuno evitare il latte e non bere caffè o tè durante o dopo i pasti principali.

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Acido folico e vitamina B12

Una volta superata la barriera intestinale, il ferro può venire immagazzinato sotto forma di ferritina e in seguito essere utilizzato per formare l’emoglobina nel sangue o la mioglobina nei muscoli.

Per formare emoglobina (bassa in caso di anemia) e mioglobina, oltre al ferro è necessaria anche la presenza nel sangue di acido folico e di vitamina B12. L’acido folico si trova prevalentemente nelle verdure a foglia verde (come spinaci, insalata romana), nei fagioli, nei cereali integrali e nel lievito di birra.

Di vitamina B12 è sufficiente un dosaggio molto basso (2 µg al giorno). La vitamina B12, in natura, è prodotta esclusivamente da microorganismi (batteri, funghi, alghe), ma per effetto della catena alimentare la possiamo trovare nel cibo animale, in particolare nel fegato. Anche i molluschi bivalvi ne sono piuttosto ricchi.

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