5g rischi salute

L'Istituto Superiore di Sanità ha dato il via libera alla tecnologia, ma secondo alcuni esperti ci vogliono più studi

È la tecnologia di rete mobile che dovrebbe proiettarci nel futuro, ma anche quella che sta sollevando dubbi sugli eventuali rischi per la salute che comporta. Il 5G, già in fase di sperimentazione in alcuna aree dell’Italia e che nei prossimi mesi sarà lanciato sul mercato nazionale, decuplicherà la velocità di navigazione su internet e ci permetterà di vedere gli eventi in streaming quasi in tempo reale poi, dopo la fase di transizione, è destinata ad aprire le porte alle smart city.

Il principio di precauzione

Tuttavia da più parti, dai semplici cittadini alle amministrazioni locali e associazioni fino ad alcuni parlamentari, si è levato un grido d’allarme sull’impatto che potrebbe avere sulla nostra salute. E, sebbene l’Istituto Superiore di Sanità abbia gettato acqua sul fuoco in un’audizione alla Camera dei deputati dello scorso febbraio, Comuni come Scanzano Jonico (Matera) hanno, comunque, vietato i test sul loro territorio appellandosi al principio di precauzione sancito dall’Unione Europea. Dopotutto, sono gli stessi interrogativi che ci si è posti per l’utilizzo del cellulare e gli effetti sul cervello.

Non fare gli errori del passato

E a quest’ultimo si richiama anche la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), per bocca del presidente Alessandro Miani, per imporre «la sospensione dell’implementazione del 5G finché studi scientifici indipendenti e privi di conflitto d’interesse non accertino in maniera inequivocabile la non pericolosità di tale tecnologia. Andare, invece, avanti fino a quando non ne sarà accertata l’eventuale pericolosità è un modo di procedere già applicato in passato nei casi dell’amianto, del mercurio e della formaldeide, con i risultati di cui tutti siamo a conoscenza».

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Utilizzo di bande di frequenze più alte

La messa in opera di milioni di nuove stazioni radio base, di decine di migliaia di nuovi satelliti e di centinaia di miliardi di oggetti trasmittenti (dispositivi cellulari e wireless, elettrodomestici, accessori indossabili…) «potrebbe determinare un incremento non quantificabile a priori dell’esposizione umana ed ambientale sia in termini spaziali che temporali», concorda Luciano Mescia, professore associato di campi elettromagnetici al Politecnico di Bari. «Al fine di trasmettere l’enorme quantità di dati richiesti, la tecnologia 5G farà uso di bande di frequenze molto più alte rispetto a quelle attualmente utilizzate i cui effetti biologici e sanitari sull’uomo sono ancora poco studiati e noti».

L’impatto a lungo termine di queste onde

E la penetrazione superficiale di tali onde, interviene l’epidemiologo Prisco Piscitelli, vicepresidente SIMA, «potrebbe diventare un pericolo per gli occhi e la pelle. Inoltre, esse potrebbero dar luogo a un aumento dei livelli delle correnti indotte trasportate all’interno del corpo umano». Per ora, conclude Miani, di certo c’è che la futura possibilità di iperconnessione «avrà un impatto sul nostro ambiente di vita e sulla nostra salute estesa, come da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al nostro benessere fisico, psichico e sociale, così come lo ha avuto la telefonia mobile, al di là del numero di patologie che potrebbe comportare».

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