Influenza 2019

Il primo caso documentato a Parma. Saranno 6 milioni gli italiani colpiti, soprattutto anziani a bambini

Il primo caso della “nuova” influenza è stato identificato a Parma su una bambina di 6 anni, grazie a un tampone faringeo. La piccola era stata ricoverata nella Pediatria dell’ospedale della città emiliana. La bambina aveva i sintomi tipici dell’influenza: febbre alta, mal di gola e dolori osteoarticolari.

Come si distingue l’influenza vera e propria dal raffreddore

La vera influenza porta a febbre alta, sopra i 38-38,5 gradi, dolori alle ossa, tosse e naso che cola. Se si ha uno solo di questi sintomi, anziché tutti, allora è molto probabile che si tratti di una parainfluenza oppure di un raffreddore (rinite). Clicca qui se vuoi approfondire l’argomento.

È il virus influenza B

L’influenza della stagione 2019/2020 è causata dal virus influenza B. Questo virus, come succede anche con quello di specie A, provoca infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.

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Ormai l’influenza non è più stagionale

Generalmente il virus è isolato a ottobre. Il suo isolamento già nel mese di settembre cambia l’evoluzione dell’epidemia dell’influenza. La circolazione dei virus influenzali non è più strettamente legata alla sola stagione invernale. «È importante – spiegano gli esperti dell’università e dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma – attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce e accurata». La necessità di utilizzare mezzi di diagnosi particolarmente sofisticati arriva dal fatto che occorra tenere in considerazione il genoma segmentato del virus, che può evolvere in ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche. Questa situazione potrebbe portare a episodi epidemici di vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie».

Differenza tra endemia, epidemia e pandemia

  1. Endemia: una malattia è endemica se è sempre presente nella popolazione residente in una determinata area geografica, con un numero di casi più o meno elevato, ma tendenzialmente abbastanza costante.
  2. Epidemia: se una malattia colpisce le persone in modo maggiore di quanto atteso in una determinata zona geografica e in un determinato periodo si parla di epidemia. L’epidemia ha a che fare con la diffusione della malattia e non con il numero o la gravità dei casi. Se ad esempio una malattia generalmente colpisce 50 persone, se ne interessa 100, si può parlare di epidemia.
  3. Pandemia: quando la diffusione ha un’estensione internazionale, a volte addirittura intercontinentale si parla di pandemia. L’esempio tipico Si parla di pandemia, invece, quando la diffusione epidemica va oltre i confini di un paese e dilaga attraverso i continenti. La pandemia di influenza spagnola, tra il 1918 e il 1920, uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Attesi almeno 6 milioni di casi in Italia 

Ora pochissimi casi, l’arrivo del freddo farà scattare l’epidemia, che è attesa con il peggioramento della condizioni meteo. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, ha stimato che per la stagione 2018/2019 saranno 6 milioni di italiani che verranno colpiti dall’influenza». Secondo il virologo l’influenza quest’anno dovrebbe essere più insidiosa di quella dell’anno scorso.

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