nei anomali cuoio cappelluto

Parrucchieri come “strumento di prevenzione” nel riconoscere lesioni delle pelle e nei anomali? È l’idea di un gruppo di ricercatori della Emory University di Atlanta, che per capire quanto ne sanno sul tema gli hair stylist hanno condotto un’indagine su 15 saloni nell’autunno del 2018. Gli esperti hanno raccolto 229 indagini complete e lo studio è stato pubblicato dal Journal of the American Academy of Dermatology.

I quesiti dell’indagine

Tre le domande a cui dovevano rispondere i parrucchieri: avete mai controllato i clienti per verificare la presenza di lesioni cutanee? Avete mai ricevuto da un cliente la richiesta di un controllo? Avete mai indirizzato un cliente da un medico dopo aver individuato un neo anomalo? Tra i parrucchieri che hanno risposto, l’82% era di sesso femminile.

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Molti hanno consigliato un dermatologo

Meno di un quarto degli hair stylist ha ricevuto una richiesta da parte di un cliente di ricercare lesioni cutanee, mentre più della metà ha invitato un cliente ad andare dal medico per controllare un neo anomalo. Circa il 40% ha dichiarato di aver verificato raramente o mai la presenza di lesioni cutanee. Sole: come orientarsi quando si hanno problemi alla pelle

Gli altri obiettivi dell’indagine

Tra gli obiettivi dell’indagine, anche comprendere le ragioni per cui i parrucchieri potrebbero non ricercare lesioni cutanee, se debbano essere formati su come rilevare un tumore della pelle e sul modo migliore per organizzare un training che miri a questo scopo.

Le ragioni dei parrucchieri

Dai risultati è emerso che il 93% degli hair stylist desidera saperne di più sul rilevamento di un tumore della pelle e il 73% ritiene che dovrebbero ricevere una formazione su come rilevare un tumore della pelle (scopri qui le 4 regole di prevenzione). Sulle ragioni principali per cui non ricercano le lesioni, invece, è emersa la mancanza di training e formazione sul riconoscimento delle lesioni e il disagio nel parlare di tumori della pelle con i clienti.

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