Tumore e cellulari

L'Istituto Superiore di Sanità nega ogni legame tra l'uso prolungato di cellulare e lo sviluppo di cancro. È questo in estrema sintesi il risultato del rapporto ISTISAN che ha indagato sull'esposizione a radiofrequenze e tumori

Il rapporto si è basato principalmente sui cellulari e non sulle antenne o su altre fonti che emettono radiofrequenze. Questo perché gli eventuali problemi per la salute si concentrano proprio sull’uso dei telefonini. I motivi di questa scelta sono chiaramente spiegati dagli esperti. Anche se il numero di impianti per telecomunicazione è cresciuto negli anni, la loro intensità è diminuita grazie all’uso di sistemi digitali. Inoltre le radiofrequenze sono schermate dai muri degli edifici, oltre che da ostacoli naturali. Gli impianti WiFi che abbiamo in casa e negli uffici hanno basse potenze con livelli di RF molto inferiori ai limiti ambientali vigenti.

Nel dettaglio il 3G comporta emissioni oltre 100 volte minori rispetto al 2G, il 4G è ancor più performante. Per quanto riguarda le future reti 5G, al momento non è possibile prevedere i livelli ambientali di RF. Le emittenti aumenteranno, ma avranno potenze medie inferiori a quelle degli impianti attuali e la rapida variazione temporale dei segnali dovuta all’irradiazione indirizzabile verso l’utente (beam-forming) comporterà un’ulteriore riduzione dei livelli medi di campo nelle aree circostanti.

Analizzati molti studi sul tema 

Il team di ricerca ha analizzato diversi studi che sono stati pubblicati tra il 1999 e il 2018. In questo periodo non si sono registrati aumenti dei rischi di glioma, che sono tumori primari del sistema nervoso centrale, né di tumori benigni come il meningioma, il neuroma acustico e i tumori delle ghiandole salivari, anche per un uso prolungato dei cellulari di 10 o più anni.

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La questione tempo è il nocciolo del problema

Nonostante l’Istituto Superiore di Sanità abbia preso in considerazione un periodo lungo, ci sono tumori che impiegano molti anni. Sono gli stessi ricercatori a parlarne nel documento, in cui spiegano che ci sono aree in cui occorre ancora indagare. Un altro tema sensibile è infatti anche l’esposizione alle radiofrequenze da bambini.

Le differenze con il rapporto della IARC 

Detto questo il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, fa un passo avanti rispetto all’analisi del 2011 della IARC. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro aveva escluso alcun legame tra l’uso dei telefoni cellulari e il rischio di tumori al cervello. I risultati arrivavano da uno studio che aveva coinvolto più di 350.000 persone ed era durato quasi 20 anni.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha il compito di redigere l’elenco delle sostanze cancerogene su mandato dell’Organizzazione Mondiale della Salute. La IARC ha posto le radiofrequenze nel gruppo 2B, quello che racchiude le sostanze che vengono ritenute possibilmente cancerogene. Qui ci sono le radiazioni del cellulare, ma ad esempio anche il caffè.

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Tumore e cellulari: la prima valutazione che fa l’ISS è statistica

Se si pensa a come si sia moltiplicato il numero di telefoni mobili sul pianeta, avremmo dovuto assistere a un’esplosione delle diagnosi di tumori al cervello. Questo non è accaduto. È vero che si è registrato un leggero aumento dei casi, ma sono dovuto al perfezionamento delle tecniche di diagnosi. In pratica vengano scoperti prima e meglio.

Lo studio che metteva in allerta usava livelli di radiofrequenza enormi 

Uno studio americano svolte su 3.000 cavie aveva messo in luce un possibile aumento delle neoplasie. L’esposizione usata in questa ricerca però non poteva essere paragonata direttamente a quella che hanno le persone quando usano il loro cellulare. Innanzitutto le cavie erano esposte alle radiazioni su tutto il loro corpo. Le persone invece sono più esposte in aree specifiche del corpo, che poi corrispondono a quelle in cui appoggiano il telefono. In più i livelli e la durata dell’esposizione erano più alti di quelli che l’essere umano sperimenta.

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I punti qualificanti del nuovo studio 

Il nuovo studio dell’ISS esclude la possibilità che ci sia un legame tra la leucemia infantile e l’esposizione a radiofrequenze. Nel passato alcune ricerche avevano sostenuto una correlazione tra questo tipo di tumore del sangue e le radiofrequenze. I nuovi studi epidemiologici invece lo escludono.

Sempre meglio agire con cautela 

Naturalmente quando si parla di salute il principio di precauzione resta un caposaldo. Qui puoi trovare cosa fare per abbassare al minimo i rischi dell’uso dei cellulari. Particolare attenzione se usate le cuffie senza fili. Clicca qui se vuoi approfondire l’argomento.

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