Veronesi e oroscopo

Astrologi e cartomanti hanno un lavoro certo e redditizio per tutto l’anno, ma vivono l’apice del successo al suo inizio, quando tutti vogliono sapere cosa ci aspetta nei prossimi 12 mesi e quale combinazione astrale cambierà la nostra vita, facendoci finalmente trovare amore, fortuna, denaro.

Mi sono sempre domandato come mai nel nostro Paese, con la sua profonda tradizione umanistica, assistiamo, ogni Capodanno, al trionfo della magia e degli oroscopi. Da un lato me lo spiego con la mancanza di una cultura razionale-scientifica diffusa e radicata, come sono costretto a denunciare in ogni occasione.

Troppo pochi, per esempio, conoscono il pensiero di Margherita Hack, mia cara amica, grande divulgatrice e astrofisica che il mondo ci invidia: «L’astrologia è pura superstizione. Chi sostiene che le stelle possano esercitare una qualche influenza su di noi, non sa evidentemente a che distanza si trovano dal nostro pianeta.

L’attrazione gravitazionale che anche una stella relativamente vicina può esercitare su di noi è del tutto trascurabile, perché le distanze sono, appunto, siderali. Che possa esistere un’influenza di qualche tipo (di cui, beninteso, io non sono al corrente) sul carattere di chi nasce in un periodo dell’anno piuttosto che in un altro, forse, e sottolineo forse, potrebbe anche essere. Ma le stelle di sicuro non c’entrano nulla».

Purtroppo, però, l’amore per gli astri non è legato solo al «non sapere», ma risponde anche a un desiderio primitivo di consolazione: molti adulti, tornando allo stadio infantile, come bambini hanno bisogno di qualcuno che dica loro che la realtà che viviamo, se dolorosa, non è come appare e, soprattutto, che presto cambierà.

I maghi di vario tipo insegnano a leggere nel mondo (o nell’oroscopo) i segni dei miracoli imminenti, e i loro clienti, impegnati nel coglierli, evadono così dal loro mondo.

Si può anche, con questo processo di estraniazione, arrivare all’estremo della negazione del mondo reale, come accade alla protagonista dell’ultimo film di Woody Allen, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni.

Fuori dai film, a una persona basta in genere un poco di consolazione e il pensiero che un’entità misteriosa (Dio?), che trascende la sua volontà, farà qualcosa per lei, conducendola dove lei non sa arrivare.

Io penso che se le persone venissero educate a guardare dentro di sé, invece che verso le stelle, troverebbero nella maggior parte dei casi la forza per affrontare le decisioni e le delusioni. Per questo continuo a battermi, anche attraverso la Fondazione che ha la direzione scientifica di questo giornale, per la supremazia della ragione rispetto all’irrazionalità e per la forza della coscienza e dell’intelligenza contro le paure.
Umberto Veronesi